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Fabio Marri (a cura di): Muratori tra storia e religione. Atti della Giornata di studi muratoriani, Modena, 3 novembre 2020 (= Biblioteca dell'Edizione nazionale del carteggio di L. A. Muratori; XV), Florenz: Leo S. Olschki 2021, VI + 254 S., 14 Abb., ISBN 978-88-222-6778-8, EUR 35,00
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Rezension von:
Emanuele Fontana
Università di Padova
Redaktionelle Betreuung:
Ralf L√ľtzelschwab
Empfohlene Zitierweise:
Emanuele Fontana: Rezension von: Fabio Marri (a cura di): Muratori tra storia e religione. Atti della Giornata di studi muratoriani, Modena, 3 novembre 2020, Florenz: Leo S. Olschki 2021, in: sehepunkte 23 (2023), Nr. 3 [15.03.2023], URL: http://www.sehepunkte.de
/2023/03/36705.html


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Fabio Marri (a cura di): Muratori tra storia e religione

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Il volume curato da Fabio Marri raccoglie gli atti di un Convegno promosso dal Centro di studi muratoriani di Modena e dall'Arcidiocesi di Modena-Nonantola nel 2020. Il nucleo tematico principale è la concezione storiografica di Lodovico Antonio Muratori riguardo ai fatti di religione, in particolare la sua attività come giudice a latere per accertare l'autenticità di reliquie insigni o dirimere questioni su cui vi era un contrasto tra esponenti della cattolicità.

Dopo il contributo introduttivo di Fabio Marri, incentrato sul progressivo lavoro di edizione del carteggio muratoriano, che "fornisce materiali [...] per tutta la vita culturale del primo Settecento", (19) seguono il saggio di mons. Erio Castellucci, vescovo di Modena, su alcuni passi del trattato Della carità cristiana di Muratori e una prima parte contenente gli interventi delle classi del Liceo Muratori - San Carlo di Modena. I temi affrontati dagli studenti sono stati l'origine dei cognomi modenesi, le superstizioni e la peste di Modena, con un'attenzione particolare al lessico e ai testi (soprattutto le Dissertazioni sopra le antichità italiane e il trattato Della regolata divozion de' cristiani).

Gabriele Burzacchini, che apre la sezione dedicata ai contributi degli studiosi, si è soffermato sulla prosa latina di Muratori, esaminando varie opere dell'autore, tra cui l'opuscolo De Graecae linguae usu et praestantia. In quest'opera, scritta nel 1693, quando aveva vent'anni, Muratori dimostra un utilizzo maturo ed espressivo del latino. Nei testi successivi, come il trattato De ingeniorum moderatione in religionis negotio (1714), si rileva che l'erudito non utilizzava una prosa aulica, ma adottava un lessico e uno stile propri della lingua dei dotti del Seicento e del Settecento, anche con l'utilizzo di espressioni colloquiali e familiari. Questo aspetto viene confermato negli scritti latini dell'età matura, soprattutto i Rerum Italicarum Scriptores e le Antiquitates Italicae Medii Aevi. Infatti per Muratori era importante comunicare i contenuti "con chiarezza, concretezza ed amore di verità" (105). Infine si analizza la lingua dell'immenso corpus epistolare muratoriano, che è quella "dominante della cultura e della scienza nel Settecento" (109). In alcuni casi, nelle sue opere Muratori utilizza un linguaggio più alto, in relazione allo spessore culturale del dedicatario o del corrispondente.

Il saggio di Yi Huo Jin ha proposto un confronto tra alcune lettere di missionari gesuiti tedeschi e le relative traduzioni in italiano contenute nell'opera Il cristianesimo felice nelle missioni de' padri della Compagnia di Gesù nel Paraguai, scritta da Muratori negli ultimi anni di vita. Lo studioso non conosceva bene la lingua tedesca, quindi si affidò ad altri per tradurre i contenuti. L'analisi di Huo Jin ha preso in considerazione il testo originale in tedesco, le traduzioni manoscritte e le versioni finali, controllate da Muratori. Sembra che l'erudito modenese si sia affidato ciecamente ai traduttori senza il controllo dell'originale, limitandosi solo a qualche aggiustamento formale. La sintassi, infatti, presenta le stesse caratteristiche di quella usata generalmente nella prosa muratoriana, in particolare la preferenza per le proposizioni corte. Inoltre, anche nel lessico Muratori fu un sostenitore del rinnovamento linguistico, con un ampliamento del vocabolario, dimostrando di essere attento alle esigenze di un pubblico colto, ma non specialistico.

Corrado Viola ha trattato i lavori svolti in sinergia tra il Centro muratoriano di Modena e il Centro di Ricerca sugli Epistolari del Settecento (CRES) del Dipartimento di Culture e Civiltà dell'Università degli Studi di Verona. In particolare, ha presentato la recente pubblicazione delle lettere e dei documenti raccolti nella Filza 86 dell'Archivio Muratoriano della Biblioteca Estense Universitaria di Modena. Questa filza contiene disiecta irrelati tra loro, di difficile collocazione per i catalogatori di fine Ottocento, ma importanti perché contengono parte della corrispondenza ricevuta dall'erudito. La pubblicazione delle lettere anonime viene offerta agli studiosi nel tentativo di rintracciare gli autori delle missive. Altrettanto prezioso è il catalogo dei corrispondenti di Muratori, già pubblicato nel 2008 assieme alla bibliografia muratoriana.

Angelo Colombo si è occupato della presunta salma di sant'Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d'oro a Pavia. Nella disputa furono coinvolti Giusto Fontanini nel 1728 e Lodovico Antonio Muratori nel 1730. Fontanini, chiamato in causa da papa Benedetto XIII, intervenne sul presunto graffito presente nella tomba che indicherebbe il nome di Agostino, sostenendone l'autenticità. Invece Muratori, che utilizzò in modo consistente i documenti d'archivio, rifiutò le conclusioni a cui era giunto Fontanini. Muratori non negò in modo assoluto l'autenticità delle reliquie, ma manifestò un atteggiamento di debita prudenza, in quanto si trattava di referti di identità dubbia.

Gabriele Burzacchini, in un secondo contributo, si sofferma sull'attività di grecista del giovane Muratori, che aveva dovuto formarsi da autodidatta. Nell'opuscolo De Graecae linguae usu et praestantia (1693) l'erudito ribadisce l'importanza della conoscenza del greco, fondamentale non solo per lo studio dell'antichità, ma anche di tutte le discipline. Il testo si caratterizza per la scelta vivace della struttura dialogica e soprattutto per l'efficacia argomentativa. A causa della minore dimestichezza con il greco, i componimenti di Muratori in questa lingua sono rari ma importanti, in particolare due lettere: una scritta a Benedetto Bacchini nel 1693, che testimonia lo sforzo di impadronirsi della lingua (a questa lettera Burzacchini dedica un approfondimento, con la trascrizione del testo, una proposta di traduzione e un commento); un'altra, indirizzata a Michele Maggi nel 1695, in cui sollecita il destinatario a comporre lettere e qualche carme.

Francesca Maria Crasta propone una riflessione su Muratori come filosofo cristiano attraverso l'esame dei due trattati Delle forze dell'intendimento umano e Della forza della fantasia umana. Le riflessioni filosofiche dell'erudito nascono dal serrato dialogo con autori antichi e moderni, tra tradizione e istanze di rinnovamento culturale. Inoltre, la sinergia tra filosofia e religione si rivela essenziale: Muratori modella un ideale di cristianesimo rinnovato dalla ragione, libero da superstizioni, fanatismi e false credenze.

Il contributo di Maria Lieber e Valentina Cuomo nasce dalla collaborazione tra il Centro di studi muratoriani e il team di lavoro dell'Università di Dresda. Le studiose hanno offerto alcune anticipazioni sul carteggio tra Lodovico Antonio Muratori e Conrad Janning (gesuita bollandista belga), di cui sarà pubblicata l'edizione. La corrispondenza tratta soprattutto la lunga polemica tra Bollandisti e Carmelitani riguardo all'origine di questi ultimi dal profeta Elia. Muratori prese posizione a favore dei Bollandisti, ma segnalando allo stesso tempo alcune imprecisioni di padre Daniel Papebroch. La corrispondenza è importante per capire l'approccio storico e metodologico dell'erudito modenese.

Daniela Gianaroli dedica il suo saggio allo studio del carteggio tra Muratori e un corrispondente siciliano, Andrea Lucchesi Palli, sulla necessità di evitare pratiche superstiziose messe in atto dai gesuiti siciliani. Inoltre, approfondisce lo scambio di lettere tra Muratori e padre Girolamo Lagomarsini sull'operato dei gesuiti nel Malabar (India) e sulla polemica del cosiddetto "sigillismo", ossia la rottura del sigillo del sacramento della penitenza, particolarmente diffuso in Portogallo.

Questo volume ha il pregio di fornire un quadro aggiornato degli studi sul carteggio di Muratori e di indicare le linee di ricerca da perseguire nei prossimi anni, mettendo in evidenza i risultati sinora ottenuti e i dubbi a cui si spera di poter dare una risposta con l'apporto di altri studiosi.

Emanuele Fontana